ALTIS - ORIGINE DEL NOME

 

Il nome della nostra società deriva dal sacro bosco di Olimpia ove si coglievano i rami di ulivo per i vincitori dei giochi olimpici.

 

 

 

La nostra sede è Grantorto, località dell'Alta Padovana,  situata circa  25  km a nord di Padova, tra Piazzola e Cittadella.
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  La parte occidentale del Peloponneso e la regione che da Patrasso si estende fino al Santuario di Olimpia, è disseminata di rovine di città antiche, chiese bizantine e castelli medievali di grande importanza archeologica. Sulla punta della vallata dove scorrono i fiumi Alfeo e Cladeo, ai piedi della verdeggiante collina di Cronion, si sviluppò uno dei più importanti santuari del mondo antico, Olimpia. Qui il vigore fisico e lo spirito furono adorati come mai altrove, culla della filosofia Mens sana in corpore sano, la quintessenza dello spirito olimpico.

Olimpia vuol dire Sacro Altis (Bosco) dove si realizzò, in un superbo divenire, l'opera eccelsa del Santuario di cui oggi non restano che rovine, e oggetti conservati al Museo Archeologico della città. Edifici monumentali absidati, con fondazioni di pietra, vengono innalzati accanto a sepolcri sin dal 2300/2100 a.C. e, nel tempo, organizzati in un complesso cultuale sempre più esteso. Intorno all'VIII secolo a.C. il santuario era circondato da un muro che separava gli edifici sacri da quelli profani. Il Tempio di Zeus aveva una posizione di rilievo e al suo interno si trovava la statua crisoelefantina di Zeus seduto sul trono, opera di Fidia.

Una delle metope meglio conservate del tempio di Zeus (nella foto) raffigura Atlante che offre i pomi delle Esperidi mentre Eracle, mitico fondatore dei Giochi Olimpici, sostiene la volta celeste con l'aiuto di Atena. Il Tempio di Era (600 a.C.) rappresenta uno dei più antichi esempi di architettura templare monumentale della Grecia. Oltre a questi, Il Metroon (tempio della Dea Madre), il Pritaneion degli Elei e il Filippeion – splendido edificio circolare in marmo dedicato alla vittoria di Cheronea (338 a.C.) di Filippo di Macedonia.

Ai piedi della collina di Cronion c'erano i Tesori, piccoli edifici che costituivano le offerte votive della città, il celebre Stadio, il più grande dell'epoca, la Palestra (III se. a.C.) con il Ginnasio costruito più tardi nel II sec. a.C., e ancora il Laboratorio di Fidia, trasformato in basilica paleocristiana del V secolo e il Theokoleon, casa dei sacerdoti e amministratori del Santuario, il Bouleuterion, la Casa e l'Arco di Nerone e il Leonidaion il più grande edificio di Olimpia che serviva come alloggio per i visitatori.

Il Museo Archeologico di Olimpia custodisce i reperti rinvenuti nel corso degli scavi. Tra i capolavori, due frontoni del Tempio di Zeus, tra i più splendidi esempi dell'antica arte scultorea greca, con le metope che raffigurano le Dodici Fatiche di Ercole. Altri reperti di grande valore, la statua della Nike di Peonio (421 a.C.), il gruppo fittile di Zeus con Ganimede, la splendida statua di Ermes, con Dioniso bambino, opera originale di Prassitele, esposta in una sala particolare del museo. Oggi a Olimpia ha sede l'Accademia Olimpica Internazionale e il Museo dei Giochi Olimpici con esposte testimonianze dei giochi fino al 1906.
Dagli ulivi del bosco Altis si ricavavano i ramoscelli di ulivo utilizzati per le corone della vittoria olimpica. La scelta di questo nome, da parte della nostra società, vuole esaltare i valori propri dello spirito olimpico: partecipare, ma dopo aver fatto tutto il possibile per prepararsi al meglio.